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BnB Working Spaces.

Nasce l’Airbnb per il lavoro da remoto: le case vacanza diventano smart office.

Aprile 30, 2020
Il Sole 24 Ore

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Ripensare l’offerta delle case-vacanza per cercare di superare un momento di grave crisi per il settore del turismo, ma anche per venire incontro a esigenze nuove, che nel tempo potrebbero sviluppare una domanda inedita di spazi per il lavoro da remoto. Non più co-working (almeno per un po’), viste le necessità di distanziamento sociale imposte dalla crisi legata al Covid-19, ma luoghi dove i sempre più numerosi smart workers possano lavorare in sicurezza e senza le distrazioni o difficoltà che il lavoro da casa spesso comporta. L’idea non poteva che venire da una donna che riassume entrambe le esigenze: Roberta D’Onofrio, 44 anni, romana, è una “Super Host” di Airbnb che, nella capitale del Paese, gestisce tre appartamenti e si è trovata come tanti con un calendario completamente svuotato: l’agenzia AirDNA calcola che dallo scoppio della pandemia ci sia stato un calo delle prenotazioni dell’85% e un tasso di cancellazioni del 90% in Italia, dove sono circa 460mila gli appartamenti destinati ad affitto breve. Leggi anche: Dossier affitti brevi Ma Roberta è anche mamma di tre bambini e conosce da vicino la difficoltà di lavorare da casa dovendo occuparsi anche dei figli. Da qui l’idea – nata subito dopo l’inizio del contagio – di lanciare un nuovo servizio, bnbworkingspaces.it , in cui proporre case vacanze di livello medio alto, quindi destinate a un target con una certa disponibilità economica, da utilizzare come luoghi in cui fare smartworking in modo continuativo. Da casa-vacanza a smart office «Per i proprietari si tratta di fare un piccolo investimento per adattare gli appartamenti, in modo da assicurare il distanziamento e le precauzioni sanitarie. Per i clienti, singoli oppure aziende che hanno interesse a trovare dei luoghi in cui i propri dipendenti possano lavorare con serenità e concentrazione, una possibilità in più», spiega Roberta, che sta anche attivandosi per stringere partnership con aziende dell’arredamento che possano offrire i mobili e le soluzioni adatte a chi deve lavorare da remoto. 30 aprile 2020 Coronavirus Roberta D’Onofrio Airbnb Super Host Host La Salva0Commenta «Penso che i numeri ci siano – dice l’imprenditrice – e che ci siano i margini per pensare allo sviluppo di quest’iniziativa, che è un’idea piccolissima, ma può ora aiutare a sostenere i proprietari in questa fase di emergenza e in futuro andare a convivere con l’offerta tradizionale aggiungendo un nuovo target, differente». La risposta degli Host La risposta degli Host non si è fatta attendere: «È difficile stare dietro alle proposte di appartamenti, ne arrivano almeno una ventina al giorno e prima di pubblicarle dobbiamo selezionarle tutte per assicurarci che siano di livello medio-alto e che abbiano tutte caratteristiche necessarie, anche di sicurezza sanitaria». Le proposte arrivano tutte dalle grandi città, soprattutto Roma e Milano, e questo, osserva Roberta, «dimostra che iniziativa è stata capita: chi ha case al mare o in montagna si aspetta che il turismo possa ripartire, anche se lentamente e mantiene quel tipo di target. Mentre chi ha case in città sperimenta questa nuova opportunità». Prezzi e domanda I prezzi, per ora, dovrebbero coincidere con quelli delle case-vacanza (dai 40 agli 80 euro al giorno per un piccolo appartamento nel centro di Roma), anche se probabilmente chi cerca spazi per smartworking dovrebbe avere una prospettiva di uso continuativo, che dunque porterebbe i costi giornalieri a ridursi. «Cerchiamo comunque di tenere prezzi bassi ed evitare speculazioni», assicura la promotrice dell’iniziativa. E la risposta dei clienti? Per ora sono arrivate richieste molto generiche, spiega Roberta, «su cui stiamo riflettendo: vogliono soprattutto approfondire i termini delle offerte, in attesa di capire che cosa succederà nei prossimi mesi».