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BnB Working Spaces.

Le case vacanza ora senza clienti diventano uffici per smart working.

Maggio 11, 2020
Il Corriere della Sera

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L’idea è venuta a Roberta D’Onofrio, startupper di case vacanza, con attivo un portale per la prenotazione di case di lusso. Bed & breakfast, ora senza turisti, vengono riconvertiti in uffici diffusi, in luoghi ultra tecnologici per lo smart working. Così non restano abitazioni vuote, ma in questo periodo trovano una nuova funzione. L’idea è venuta a Roberta D’Onofrio, startupper di case vacanza, con attivo un portale per la prenotazione di case di lusso. Non più ospiti, soprattutto stranieri, almeno finché non potranno tornare, ma manager e professionisti che cercano un ufficio temporaneo. «L’idea è nata dopo il primo periodo di lockdown – spiega -. Rimasta con pochissimo lavoro già all’inizio dell’emergenza, con i calendari delle case vacanza che gestisco svuotati dalle inevitabili cancellazioni e la consapevolezza che il turismo non sarebbe ripartito per lungo tempo, continuavo a leggere sulle chat di classe (ho tre figli) gli sfoghi di molti genitori. In smart working si lavora più di prima, dicevano quasi tutti, con in più l’estenuante fatica di far convivere nello stesso luogo lavoro e famiglia. Ti ritrovi in videoconferenza con i clienti da New York o Londra, mentre i figli giocano alle tue spalle con fucili di plastica urlando: colpito!». Un’idea semplice ma innovativa: via i letti, arrivano le scrivanie con i computer. Sul portale ci sono già una quarantina di strutture adatte allo scopo, ma le nuove richieste da parte dei titolari di B&B arrivano tutti i giorni e a centinaia, calcolando che a Roma vi sono 102 strutture di questo tipo ogni mille abitanti. «Certo devono essere case adatte allo scopo», aggiunge Roberta D’Onofrio, «abitazioni di fascia medio – alta, computer friendly, connessione Wi-Fi ad alta velocità, scrivania con una sedia ergonomica, ed un sistema di self check in anche nell’ottica di distanziamento sociale. Si deve entrare in questi appartamenti in totale autonomia e se l’appartamento è piccolo si starà da soli, altrimenti una persona in ogni stanza. È un’alternativa agli open space dei coworking in questo periodo di distanziamento sociale, e nel momento in cui i turisti riprendono ad affittare le nostre case, questo può essere un target che si va ad aggiungere ai clienti tradizionali». La pulizia sarà ovviamente accuratissima, con sanificazioni, ma il costo sarà minore di quello di un soggiorno turistico in una di queste strutture. Alle dotazioni base, inoltre, si aggiungeranno servizi di personal assistant da remoto, servizio stampa e consegna e help desk informatico. Il portale si chiama « bnbworkingspaces.it » ed è non solo per coloro che hanno scoperto il lavoro da remoto, ma anche per le aziende, alla ricerca di luoghi di lavoro sicuri, dotati di tutti gli strumenti necessari e i comfort. E così anche ai padroni di casa che cercano un modo per ripartire, hanno la possibilità di entrare a far parte di una nuova rete e di guadagnare anche in questo periodo, con un investimento contenuto, che in molti casi non supera le poche centinaia di euro.